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La storia - I piani
L'operazione Fortitude
Con il nome in codice Fortitude, gli alleati chiamarono l'operazione di depistaggio volta a far credere ai tedeschi quello che l'area dello sbarco fosse il passo di Calais e che le operazioni del 6 giugno fossero solo una manovra diversiva per spingere i tedeschi a distogliere forze dal vero obiettivo.
Qualcosa di simile era già stato realizzato durante l'organizzazione dello sbarco in Sicila: allora i tedeschi ritenevano che uno sbarco alleato avrebbe potuto svolgersi in Sicilia o in Sardegna e propendevano per quest'ultima possibiltà.
Gli alleati avevano realizzato una operazione di depistaggio (l'operazione Mincement) per rafforzarli in questa convinzione errata e distoglierli dal vero obiettivo.
I servizi tedeschi avevano abboccato e in Normandia gli alleati cercarono di ripetere il successo ottenuto.
Venne creata una fantomatica armata americana, in realtà mai esistita, di stanza nei pressi di Calais al comando di uno dei generali alleati più validi (il generale Patton, temporaneamente in disgrazia agli occhi di Eisenhover per alcuni episodi svoltisi durante la campagna di Sicilia, fu effettivamente dislocato nella zona, comandante vero di una armata fasulla); vennero coinvolte le industrie cinematografiche hollywoodiane che crearono cannoni, carri armati e aerei di gomma per ingannare la ricognizione aerea tedesca, e si simulò un traffico di comunicazione radio abbastanza ampio da suscitare l'interesse di Berlino, e abbastanza coperto da sembrare protetto da particolare segretezza.
Soprattutto vennero utilizzati abilmente alcuni agenti tedeschi che facevano il doppio gioco per l'Inghilterra.
I tedeschi abboccarono anche questa volta; anzi, il successo fu tale che ancora parecchi giorni dopo il 6 giugno, a Berlino si riteneva lo sbarco una manovra diversiva atta a coprire la vera operazione, attesa ovviamente a Calais.
Facile immaginare le disastrose conseguenze per i tedeschi di tutto ciò.
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