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La storia - Il genio e la logistica - Il vallo atlantico

Gli ostacoli sulle spiagge

La convinzione di Rommel secondo la quale fosse necessario bloccare gli alleati proprio al momento dello sbarco, impedendogli di assestarsi solidamente a terra, lo aveva portato a tentare di rafforzare il più possibile la primissima linea di difesa, rappresentata dagli ostacoli collocati sulle spiagge.

Una prima tipologia di ostacoli era costituita da semplici pali sommersi con una mina fissata al vertice e da pali inclinati e basculanti che se urtati dagli scafi provocavano l'esplosione di cariche collocate alla loro base dentro cassoni in cemento.

Un altro ostacolo era rappresentato da tronchi lunghi circa 8 metri inclinati di 30° o 40°, forniti di lame in acciaio simili a coltelli e rivolti verso la costa, il cui scopo era quello di aprire falle nei fianchi dei batelli d'assalto. Questi tronchi potevano poi in alcuni casi essere anche muniti di mine alle estremità.

Altri ostacoli ancora erano poi i tetraedri di acciaio e di cemento, i cosidetti "ricci Cechi", e le "porte belghe".

Ancora più all'interno sulle spiagge si trovavano infine pali e "denti di dragone" in cemento, barriere di filo spinato, campi minati e, in alcuni casi, fossati e muri anticarro.

Tutti questi ostacoli, sebbene aumentati sensibilmente dopo le prime ispezioni di Rommel sulla costa, erano però largamente inferiori ai desideri del feldmaresciallo e alle effettive necessità.