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La storia - I fatti
La prima ondata a Omaha Beach
Mentre gli uomini della 4a divisione americana sbarcavano con relativa facilità su Utah Beach, i loro connazionali della 1a e della 29a divisione incontrarono l'inferno in quella che sarà chiamata "Bloody Omaha", Omaha la sanguinaria.
Occorre tenere presente che i piani teorici elaborati dagli alleati per lo sbarco su Omaha vennero completamente sconvolti da una serie di contrattempi determinati in particolare da errori nel bombardamento navale e aereo, dal mare mosso e dalla forza delle corrente.
Il movimento dalla zona di trasporto alla spiaggia era regolata da un orario molto complesso che avrebbe dovuto dirigere con la massima precisione centinaia di mezzi. Occorre tenere presente che solo per il trasporto del 16° RCT occorrevano due trasporti di truppe, 6 LST, 53 LCT di vario genere, e 5 LCI (L). Inoltre 81 LVCP, 18 LCA britannici, 13 altri mezzi e circa 64 DUKW dovevano lasciare i fianchi delle navi più grandi.
Le grosse navi da trasporto misero i veicoli in mare a circa 16 km dalle spiagge. L'operazione cominciò da 3 a 4 ore prima dell'ora H e il mare mosso complicò notevolmente questa operazione causando dei ritardi. Un vento di forza compresa tra 10 e 18 nodi provocava infatti delle onde alte da 0.90 cm a 1.20 m, che giunsero a volte fino a 1.80 m. di altezza. La visibilità era di soli 16 km.
I soldati delle prime ondate erano già provati dalle lunghe giornate passate a bordo delle navi: si trovavano sulle navi da 80 ore, dopo aver subito una falsa partenza il 3 giugno, esser stati riportati in mare il 4, esser tornati verso i porti per rifare il pieno di gasolio, ricompletare le razioni e rifornirsi di sacchetti per il vomito.
Le tenute di combattimento erano umide, ghiacciate e puzzavano per la mistura antigas di cui sono intrise. In pratica era impossibile evitare di bagnarsi.
A Omaha la prima bassa marea era prevista per le 5.21 e la prima alta marea per le 10.30, con 6 metri di fondo. Alle 3.30 quando i soldati dovettero salire sui loro mezzi da sbarco erano spossati da 12 ore di traversata e avevano lo stomaco vuoto per il mar di mare. Oltre alle armi e all'equipaggiamento individuale , ognuno portava gli utensili corrispondenti alla missione che doveva svolgere.
Qualche mezzo finì per affondare a causa del mare forte e gli uomini vennero raccolti dai mezzi di salvataggio della guardia costiera.
Alcune foto panoramiche fornite agli uomini avrebbero dovuto teoricamente permettere loro di familiarizzare con i propri obiettivi. Ma una leggera nebbia mattutina e il fumo dei bombardamenti alleati rese difficile l'orientamento, ancor più perché la maggioranza dei mezzi finì per non trovarsi là dove avrebbe dovuto.
Vi erano infatti forti correnti laterali in direzione est, la cui potenza era inoltre aumentata da forti venti, che scavavano dei canali lungo la spiaggia. Il 6 giugno tutto ciò provocò una forte deriva verso est, a volte superiore ai mille metri, e la maggioranza dei mezzi da sbarco giunse sulle spiagge nel più grande disordine.
I primi a incontrare difficoltà a causa del mare mosso furono i carri anfibi DD, che avrebbero dovuto essere messi in acqua al largo per raggiungere la riva autonomamente grazie alle proprie eliche ed alla protezione impermeabile di cui godevano.
I comandanti degli LCT che trasportavano i carri del 743° battaglione, destinati a Dog Red e a Easy Green, si resero però conto del pericolo rappresentato dalle onde enormi che si frangevano sui fianchi dei mezzi da sbarco e decisero, contrariamente agli ordini, di condurli direttamente fino alla spiaggia.
I 4 LCT della compagnia B del 743° arrivarono così davanti a Vierville e i 4 della C tra Dog Red e Easy Green, seguiti poi dai carri comuni della compagnia A.
Uno dei 4 LCT della compagnia B affondò però quasi subito, con i suoi 4 carri e con il comandante della compagnia, centrato dall'artiglieria tedesca che dal WN 74, situato sulla Pointe de la Percée, prese le spiagge d'infilata con due pezzi da 75 mm.
Alle 7.00 restavano solo 34 carri sui 48 del 734°: dei 14 persi, 4 erano affondati e 10 distrutti sulla spiaggia.
Molto peggio andò però ai 48 carri del 741° battaglione che avrebbero dovuto appoggiare lo sbarco del 16° reggimento di fronte a Colleville.
Alle 5.35 infatti i carri DD delle compagnie B e C si calarono nel mare agitato, nonostante l'artiglieria tedesca avesse colpito due degli LCT che li trasportavano: la stragrande maggioranza dei carri affondò immediatamente e i loro equipaggi dovettero attendere i soccorsi dei mezzi della Guardia costiera.
In pratica solo 2 carri dei 32 che vennero messi in mare raggiunsero la spiaggia, insieme a quelli, non anfibi, della compagnia A, sbarcati alle 6.30.
Subito dietro i carri avrebbe dovuto sbarcare la prima ondata della fanteria.
Avvicinandosi alla costa gli uomini ignoravano ancora ciò che li attendeva. I bombardamenti della marina sembravano aver schiacciato ogni possibile reazione nemica. I carri e i blindati dell'artiglieria tiravano anch'essi sulle posizioni costiere dai loro LCT. Inoltre i missili lanciati dagli appositi LCT (versione Rocket) con il loro assordante rumore lasciavano sperare che le difese costiere fossero ormai fuori gioco.
Ma così non fu, e i 1450 uomini delle 8 compagnie d'assalto che si avvicinavano alla costa stavano per essere calorosamente accolte.
Il 116° RCT
Sulla destra la compagnia A del 116° si avvicinò alla riva. Sarà pressoché la sola a prendere terra nel settore previsto: il suo obiettivo era la spiaggia Dog Green ai piedi dei WN 70 e 71, direttamente su Vierville.
Uno degli LCA che la trasportava sulla riva (il numero 5) affondò per il mare mosso a 1500 metri dalla riva: gli uomini furono costretti a saltare dall'imbarcazione e molti di loro affondarono a loro volta, trascinati sul fondo dal peso del loro equipaggio. Sei uomini morirono affogati; gli altri vennero salvati da un cutter della guardia costiera, evitando così il massacro che attendeva i loro compagni sulla spiaggia.
A h+6 minuti (6.36) i mezzi arrivarono sulla spiaggia disposti su tre file, una dietro l'altra, e subirono un fuoco intenso e preciso. Tutta la coesione fu persa completamente. Un LCA si disintegrò sotto l'impatto di quattro colpi di mortaio.
Sull'LCA n. 6 sia il capitano che i 30 uomini furono uccisi e solo 12 corpi saranno poi ritrovati.
Sull'LCA n. 4 la metà degli effettivi era fuori combattimento e uno solo dei due ufficiali riuscì a sopravvivere.
Sulla spiaggia le perdite si succedevano. I sopravvissuti tornarono a rifugiarsi in acqua cercando rifugio dietro gli ostacoli. Alcuni di loro riuscirono a stabilire una linea di fuoco sul fianco destro, sotto il tiro nemico; ma erano privi di comandanti, e i carri che avrebbero dovuto sostenerli vennero colpiti uno dopo l'altro, nel volgere di pochi minuti .
Quindici minuti dopo lo sbarco, la A/116 era già fuori combattimento: le sue perdite ammontavano a 2/3 dei suoi effettivi. I superstiti potevano solo tentare di salvare i feriti.
Solo due soldati riuscirono a raggiungere i ranger della compagnia C sbarcati sulla loro destra per aiutarli nell'assalto alle difese tedesche e furono di fatto i soli due uomini della compagnia A che parteciparono concretamente ai combattimenti su Omaha!
La compagnia A era infatti accompagnata dalla compagnia C del 2° battaglione ranger che raggiunse la spiaggia con 2 LCA inglesi, sui quali i suoi 65 uomini avevano preso posto dopo aver lasciato, oltre due ore prima, la loro nave trasporto.
Quando, allora H (le 6.30), le rampe si abbassarono, i ranger furono il bersaglio di fucili e mitragliatrici, dei mortai e dei cannoni.
I colpi di un mortaio centrarono un LCA e uccisero una dozzina di uomini, choccando profondamente gli altri, che riuscirono appena ad abbandonare il mezzo prima che la rampa fosse distrutta da un altro colpo di mortaio.
Meno di un minuto dopo, altri due colpi lo distrussero completamente, colpendolo al centro e sul fianco destro.: tagliato in due, iniziò ad affondare. Trascinati dal loro equipaggiamento, alcuni uomini affogarono a pochi metri dalla riva.
Una mitragliatrice tedesca concentrò il suo fuoco sull'altro LCA e colpì 15 ranger. I sopravvissuti tentarono allora di raggiungere il riparo della scogliera, attraversando i 300 metri di sabbia; ma erano spossati e i 3 o 4 minuti che gli occorsero per compiere questa distanza costarono nuove perdite.
Non appena giunti ai piedi della scogliera, furono in condizioni di contarsi: 35 uomini persi; ne restavano solo 29. Il capitano Goranson che comandava la compagnia aveva perso più della metà dei suoi effettivi!
Garrison inviò allora 3 dei suoi uomini verso ovest per tentare di trovare un passaggio nella scogliera. Il passaggio venne effettivamente trovato 300 metri più a ovest e fortunatamente il loro equipaggiamento fu di aiuto: con alcune baionette e alcune corde attaccate ai picchetti di un campo minato, i ranger riuscirono a superarlo.
I tedeschi, installati in una casa fortificata (il WN 73) che aveva permesso loro di tirare sui ranger durante le operazioni di sbarco, lanciarono ora delle granate verso i piedi della scogliera, nel tentativo di farli ritirare.
Non appena giunto sopra la scogliera (erano ormai le 7.00), Garrison notò l'arrivo sulla spiaggia di un LCA che portava una parte della compagnia B del 116°, giunta lì per errore. Dopo aver inutilmente sperato nell'appoggio della compagnia A, decimata sulla spiaggia, questi uomini erano un rinforzo apprezzato e, con il loro aiuto, i ranger poterono dare inizio all'assalto a una casa fortificata sulla scogliera.
L'assalto era destinato a proseguire per molte ore, anche a causa dei rinforzi che i tedeschi ricevevano da Vierville attraverso le trincee, e la posizione fu presa solo al termine del pomeriggio.
Nel settore di Vierville, dunque, gli sbarchi delle prime ondate non avevano dato i risultati sperati: su Dog Green la compagnia A del 116° era stata praticamente annientata; su Charlie i ranger, dopo aver subito pesanti perdite e ricevuto i rinforzi della compagnia B del 116° erano riusciti a stabilirsi in cima alla scogliera, ma non a neutralizzare il WN 73.
A rendere ancora più grave la situazione sul fianco destro di Omaha fu il fatto che, a causa delle correnti, le due compagnie previste per Dog White e Dog Red subirono una forte deriva verso est, lasciando uno spazio vuoto di oltre mille metri che separava i superstiti della compagnia A dalle più vicine unità del 116. Solo qualche carro riuscì a raggiungere questi settori.
Sospinti dalle correnti, nel più grande disordine, gli uomini delle compagnie G e F del 116° si avvicinarono alla spiaggia di fronte all'imbocco della vallata dei Moulins (uscita D3), sbarrata da uno dei due muri anticarro della spiaggia.
La compagnia G avrebbe dovuto sbarcare a Dog White, di fronte a Hamel-aux-Petres ma i 6 mezzi che la trasportavano finirono dispersi da una parte all'altra dell'uscita D3.
Quattro di essi arrivarono a ovest, di fronte al WN 68. Fortunatamente il fumo li nascose ai difensori tedeschi e gli uomini poterono liberare la spiaggia senza eccessivi problemi: a metà cammino subirono dei tiri sporadici e imprecisi che non provocarono alcuna perdita.
Tra i 10 e i 15 minuti dopo lo sbarco, arrivarono alla scarpata di ciotoli nella parte alta della spiaggia. Gli ufficiali si resero però conto di essere sbarcati troppo a est e di dover quindi piegare verso ovest di molte centinaia di metri.
Si trattò di una progressione difficoltosa che ruppe la coesione della compagnia. Solo qualche uomo riuscì a raggiungere l'originario obiettivo di Dog White verso le 8.30.
I due altri mezzi giunsero alla spiaggia a est dell'entrata nella vallata, su Easy Green, sotto il WN 66: qui subirono un violento fuoco e una delle due squadre perse la metà dei suoi uomini prima di riuscire a raggiungere la scarpata.
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| Sulla scarpata |
Anche la compagnia F giunse con le sue 6 squadre d'assalto di fronte all'uscita D3: tre giunsero più a ovest, di fronte al WN 68 e nei primi minuti persero i loro ufficiali.
Quando gli uomini riuscirono a raggiungere la scarpata erano quindi completamente disorganizzati.
Più a est, di fronte al WN 66, le altre tre squadre impiegarono 45 minuti per attraversare la spiaggia sotto un fuoco concentrato, perdendo oltre la metà dei loro effettivi e lasciando sulla spiaggia una quarantina di uomini tra morti e feriti. I sopravvissuti, sotto choc, si ripararono dietro la scarpata.
L'ultima compagnia del 116°, la E, il cui sbarco era previsto su Easy Green, venne completamente deviata dalle correnti e finì addirittura nel settore riservato alla 1a divisione.
Il 16° RCT
Il "Grande Uno Rosso" doveva infatti sbarcare gli uomini del suo 16° reggimento più a est, a partire da Easy Red, il più ampio tra i sotto-settori di Omaha (copre infatti, da est a ovest, tutta la vallata del Ruquet, ossia l'uscita E1, racchiusa tra il WN 65 e il WN 64).
Questo settore era dominato da un ampio altopiano, dove oggi sorge il cimitero americano, e qui non vi erano difese tedesche per un tratto lungo 750 metri, fino al WN 62: una vera opportunità per le truppe d'assalto che qui avrebbero dovuto sbarcare due compagnie, la E e la F.
Alle 6.30 solo due squadre di queste compagnie abbordarono effettivamente le spiagge proprio sotto l'attuale cimitero, insieme a due squadre della compagnia E del 116° che, come già detto, erano finiti qui a causa delle correnti.
Ma l'acqua era profonda e i soldati dovettero nuotare per giungere a riva. L'equipaggiamento pesante fu sostanzialmente perduto e solo 14 uomini della squadra appartenente alla compagnia F° raggiunsero la spiaggia mentre 3 carri tentavano di offire loro un qualche appoggio.
Le rimanenti squadre della compagnia E del 116° e delle compagnie E ed F del 16° finirono nel sotto-settore Fox Green, centrato sull'uscita F1, all'inizio della vallata che porta a Colleville, racchiusa tra i WN 61 e 62.
La compagnia E del 116° sbarcò qui 4 squadre, completamente disperse: il tiro delle armi leggere proveniente dal WN 62 era micidiale. Sui 90 uomini delle quattro squadre solo 60 raggiunsero la scarpata di ciotoli e le squadre restarono a lungo isolate le une dalle altre.
La compagnia E del 16° si ritrovò anch'essa con 5 squadre ai piedi del WN 62, sparsa lungo 800 metri di spiaggia e sotto il tiro delle mitragliatrici che iniziò non appena si abbassarono le rampe dei mezzi da sbarco.
I soldati dovettero raccogliere i compagni feriti man mano che avanzano nell'acqua e i sopravvissuti si arrestarono per di più al limite della sabbia asciutta, a 300 metri dalla scarpata, attendendo la marea montante per poter avanzare.
Sottoposta a un fuoco devastante, questa compagnia contò 105 morti sulla spiaggia.
Anche la compagnia F, destinata a Easy Red, sbarcò 5 delle sue squadre su Fox Green. Due sbarcarono esattamente sotto il WN 62 e trovarono anch'esse l'inferno: un terzo degli effettivi venne colpito prima di poter raggiungere la scarpata.
Più a est, altre tre squadre subirono un destino altrettanto terribile: su uno dei mezzi solo 7 uomini riuscirono a raggiungere la spiaggia e solo due ufficiali in tutta la compagnia sopravvissero all'assalto.
Su Fox Green sbarcarono in tutto 450 uomini con la prima ondata: oltre 200 di essi furono messi fuori combattimento, morti o feriti, direttamente sulla spiaggia.
E nessuna delle 14 squadre che vi sbarcarono era in realtà destinata a questo sotto-settore, che era stato assegnato alle compagnie I e L del 16° RCT.
Queste 2 compagnie avevano però subito i maggiori effetti delle correnti: la I perse 2 mezzi, affondati al largo, mentre gli altri furono sospinti addirittura fino a Port-en-Bessin e accumularono un ritardo di un'ora e mezzo. La L perse un mezzo e gli altri 5 riuscirono a sbarcare solo dopo mezz'ora, sostanzialmente con la seconda ondata.
Secondo i piani, la prima ondata avrebbe dovuto progredire al di là della scarpata di ciotoli: salvo un pugno di ranger nel settore Charlie, sulla destra, questo obiettivo era completamente mancato.
Ma, cosa ancora più grave, gli sbarchi dei genieri, previsti tra h+3 e h+8, dopo la prima ondata di fanteria, si erano invece svolti quasi contemporaneamente ad essa e in modo altrettanto caotico: completamente disorganizzati, con gran parte del loro equipaggiamento perduto e senza l'adeguata copertura della fanteria e dei carri, poterono compiere la loro missione solo in modo estremamente parziale, a tutto svantaggio delle ondate successive che dovevano sopraggiungere.
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